I principi del Partito Comunista Cinese cambiano continuamente

Per favore, condividi l'articolo sui social! : )

Dall’abolizione della proprietà privata al tappeto rosso steso ai capitalisti, la storia del PCC è segnata da un continuo e repentino stravolgimento dei propri valori fondanti. Ma se le tattiche e le dottrine cambiano dall’oggi al domani, l’uso della crisi per sottomettere la società rimane l’unico principio immutabile del regime. Dalla retorica sull’uguaglianza sociale fino alla riscrittura dei propri dogmi, ogni svolta teorica ha risposto solo all’esigenza di superare le fasi di instabilità politica.

I principi del PCC cambiano continuamente, come si vede in questo libro, che mostra i vari leader politici, da Mao a Xi Jinping.

La lezione del dibattito presidenziale del 2004

Durante le elezioni presidenziali americane del 2004, nel corso di un dibattito trasmesso in TV, un candidato ha detto che “si può modificare la propria tattica quando se ne ha il bisogno”, aggiungendo poi che, però, si dovrebbe rimanere fedeli ai propri “principi” o “valori fondamentali”, altrimenti “non si è credibili”. Il principio generale espresso da questa affermazione è molto chiaro.

L’instabilità ideologica del PCC

Un esempio calzante di principi che cambiano continuamente è il Partito Comunista. Da quando è nato, 105 anni fa, il PCC ha tenuto 20 Congressi Nazionali e per ben 20 volte ha modificato il proprio Statuto.

Da quando è salito al potere, nel 1949, ha cambiato la Costituzione Cinese per 5 volte (1988, 1993, 1999, 2004, 2018).

L’illusione dell’eguaglianza promessa dal PCC

Lo scopo del Partito Comunista è raggiungere l’uguaglianza sociale, che porti poi a una società comunista.

Tuttavia, in Cina, il Comunismo ha generato un incremento delle diseguaglianze economiche, che sono tuttora in crescita.

La ricchezza di molti esponenti del PCC stride con l’estrema povertà di milioni di cittadini cinesi.

Il miscuglio delle teorie comuniste del PCC

Marxismo e Maoismo sono ciò a cui si è ispirato e in cui credeva il PCC, ma, successivamente, vennero incluse anche le teorie di Deng Xiaoping e “I Tre Rappresentanti” di Jiang Zemin, che sono incompatibili con essi e vi si oppongono fortemente.

Nel corso della storia, raramente ci si è imbattuti in una mescolanza di teorie comuniste come quelle del PCC, i cui principi, nel corso della loro evoluzione, sono ampiamente entrati in contraddizione tra di loro.

All’inizio si promuoveva l’idea di un’integrazione globale che andasse oltre il concetto di stato-nazione, per poi arrivare, ai giorni nostri, al nazionalismo estremo.

Prima si mirava all’abolizione della proprietà privata e all’esproprio proletario, mentre adesso si stendono i tappeti rossi ai capitalisti, invitandoli a iscriversi al Partito.

Il PCC cambia i suoi principi per conservare il potere

L’obiettivo del PCC è raggiungere e conservare il potere, a discapito della coerenza dei propri principi, che vengono stravolti dall’oggi al domani e sacrificati sull’altare del controllo assoluto della società.

Nel corso della sua storia, il PCC ha vissuto degli scontri “all’ultimo sangue”, sotto forma di più di dieci movimenti.

Quando ci sono stati dei cambiamenti nei principi fondamentali del Partito, infatti, sono avvenuti dei contrasti per il passaggio del potere, e questi cambiamenti erano dovuti alla crisi che affrontava il PCC, che metteva in pericolo la sua legittimità e sopravvivenza.

Tutte le decisioni, come quella di collaborare con il Partito del Kuomintang, la promozione del nazionalismo, l’espansione del mercato e le riforme economiche, la politica estera pro USA, sono state prese durante le crisi e miravano sempre a rafforzare il potere.

Ogni volta in cui un gruppo è stato oggetto di persecuzione e poi riabilitato è stato perché erano cambiati i principi fondamentali del PCC.

C’è un proverbio occidentale che dice “Le verità sono immutabili, mentre le menzogne cambiano”. Non possiamo che essere d’accordo con la saggezza di questo detto.

Nota: Rielaborazione del paragrafo “I principi che cambiano continuamente” dei “Nove Commentari sul Partito Comunista Cinese” (I Capitolo: “Che cos’è il Partito Comunista”).

Fonti

Nove Commentari sul Partito Comunista Cinese

L’Autore

Fabrizio Maria Franco studia musica e scrive testi di canzoni. Praticante del Falun Gong dal 2004, dal 2017 è impegnato attivamente nel diffondere notizie veritiere sulla persecuzione di questa pacifica disciplina di meditazione in Cina. Nel 2020 ha fondato il sito web Denuncia-il-PCC.it, con lo scopo di divulgare le violazioni dei diritti umani da parte del Partito Comunista Cinese, in particolare la repressione del Falun Gong e il prelievo forzato d’organi da prigionieri di coscienza. Puoi seguire i suoi aggiornamenti sul suo profilo X: @FabrizioMFranco.


Per favore, condividi l'articolo sui social! : )