La persecuzione del Falun Gong in Cina: cause, prove e Risoluzione UE 2024

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La persecuzione del Falun Gong è un argomento che raramente trova spazio nei grandi mezzi di informazione. Dietro il velo del silenzio si nascondono interessi economici e accordi commerciali che rendono i governi stranieri timorosi di ritorsioni da parte del regime cinese. Il risultato è che i media difficilmente parlano della repressione e, probabilmente, anche tu non ne avevi mai sentito parlare.

Persecuzione del Falun Gong: una bambina, sotto la pioggia, tiene un cartello con scritto "Uccisi per la loro fede".

Indice dei Contenuti

Introduzione

Nonostante l’informazione globale che caratterizza la nostra epoca, pochi sanno che la persecuzione del Falun Gong in Cina è in corso da oltre due decenni.

In questo articolo analizzeremo le ragioni di questa repressione, parleremo della falsa auto-immolazione, del prelievo forzato d’organi e delle indagini di Kilgour e Matas, della sentenza del China Tribunal, delle recenti condanne da parte dell’Unione Europea e dei resoconti di Amnesty International e Human Rights Watch, con particolare attenzione al caso di Zhang Kunlun.

Cos’è la persecuzione del Falun Gong?

La persecuzione del Falun Gong (o Falun Dafa) rappresenta una delle più lunghe e complesse crisi dei diritti umani nella Cina contemporanea. Iniziata ufficialmente il 20 luglio 1999, questa campagna mira a eliminare una pratica spirituale che all’epoca contava tra i 70 e i 100 milioni di aderenti.

  • Le origini: Il Partito Comunista Cinese percepì la massiccia popolarità della pratica come una minaccia ideologica, istituendo l’Ufficio 610 per coordinare la repressione a livello nazionale.
  • Violazioni dei diritti umani: Rapporti di Amnesty International e Human Rights Watch documentano decenni di arresti arbitrari, torture sistematiche e “rieducazione attraverso il lavoro”.
  • Il tema del prelievo di organi: Indagini indipendenti, tra cui quelle del China Tribunal, hanno presentato prove riguardanti il prelievo forzato di organi da prigionieri di coscienza.
  • Rilevanza accademica: Studi della Oxford University Press e della University of Chicago analizzano il fenomeno come un caso di studio cruciale sulla libertà religiosa e la propaganda.

Cos’è il Falun Gong?

Prima di parlare della persecuzione, iniziamo col dire che il Falun Gong, conosciuto anche come Falun Dafa, è una pacifica disciplina di meditazione di origine cinese che insegna a diventare persone buone, seguendo i principi di Verità, Compassione e Tolleranza.

Consiste in cinque semplici esercizi dai movimenti lenti e rilassati, oltre che nello studio degli insegnamenti del Sig. Li Hongzhi, candidato per cinque volte al Nobel per la Pace.

Questo è un video che introduce la disciplina, con delle splendide interviste ad alcuni praticanti:

[Italian] Un' Introduzione al Falun Gong

Questo è il volantino del Falun Gong, che spiega l’origine della disciplina ed i suoi benefici, utile anche per condividere con gli amici cos’è questa pratica.

Oppure, puoi scaricare e leggere il magazine Minghui International 2025, una pubblicazione di 36 pagine che approfondisce ed esplora il mondo del Falun Gong, compresa la persecuzione in Cina.

Persecuzione del Falun Gong in Cina: l’inizio ed i motivi

La persecuzione del Falun Gong iniziò il 20 luglio 1999, per decisione dell’ex leader del Partito Comunista Cinese (PCC), Jiang Zemin.

Persecuzione del Falun Gong: il primo motivo

Quando il numero dei praticanti del Falun Gong raggiunse i 100 milioni, superando quello dei membri del PCC, Jiang divenne furioso per l’invidia e convocò tutti i membri del Comitato Permanente del Politburo (l’organo che controlla il PCC) per mettere al bando il Falun Gong e dare il via alla persecuzione.

Tra i sette membri del Politburo, Jiang era l’unico a volere la persecuzione, ma riuscì a convincerli a votare a favore, facendo leva sulla loro sete di potere e sulla presunta pericolosità del Falun Gong per la stabilità politica del Partito.

Ovviamente, era solo una scusa, dato che il Falun Gong non si occupa di politica ed i praticanti ed il Sig. Li Hongzhi non sono interessati a occupare posizioni di potere.

Inoltre, molti esponenti del PCC erano praticanti del Falun Gong, o avevano familiari che lo praticavano, anche perché la pratica era ampiamente diffusa in Cina, per i suoi valori morali e per i suoi notevoli effetti sulla salute, il che faceva risparmiare molto denaro destinato alla salute pubblica.

Persecuzione del Falun Gong: il secondo motivo

L’altro motivo che spinse Jiang Zemin a dare il via alla persecuzione, sono i principi del Falun Gong: Verità, Compassione  e Tolleranza, che si contrappongono a ciò che promuove il PCC: Falsità, Odio e Lotta (vedi le numerose bugie nel corso della sua storia e la filosofia della lotta di classe).

Per mettere in atto la persecuzione, Jiang Zemin si è servito di tutte le risorse controllate dal PCC: l’Ufficio 610, l’Esercito, la Polizia, personale diplomatico, giornali, radio e internet.

L’Ufficio 610 è un organo, simile alla Gestapo Nazista, i cui poteri sono assoluti e opera al di fuori della Costituzione.

Riguardo ai praticanti del Falun Gong, Jiang Zemin affermò che si doveva:

“Rovinare la loro reputazione, distruggerli finanziariamente e distruggerli fisicamente”

La diffamazione dei media statali

La TV di Stato (CCTV), negli ultimi mesi del 1999,  ha trasmesso notizie diffamatorie sul Falun Gong per sette ore al giorno.

Più di 2.000 giornali, più di 1.000 riviste e centinaia di stazioni TV e radio locali, controllate dal PCC, hanno diffuso notizie per screditare il Falun Gong.

Persecuzione del Falun Gong: la bufala dell’auto-immolazione di Tienanmen

Una delle bugie più grandi del PCC è sicuramente quella relativa alla bufala dell’auto-immolazione di piazza Tienanmen.

Il 23 gennaio 2001 cinque individui si sono dati fuoco in piazza Tienanmen a Pechino.

La scena è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza e, con grande velocità, è stata diffusa tramite i mass-media sia in Cina che all’estero, affermando che le persone coinvolte fossero praticanti del Falun Gong con l’intenzione di suicidarsi.

Questo è assolutamente falso, dato che gli insegnamenti del Falun Gong dicono chiaramente che il suicidio è proibito.

Inoltre, analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza diffusi dal PCC, si può facilmente dimostrare che l’auto-immolazione è stata una messa in scena orchestrata ad arte per screditare il Falun Gong e giustificare la persecuzione.

Auto-immolazione di Tienanmen: l’analisi delle immagini

Ecco alcune incongruenze che emergono dall’analisi delle immagini trasmesse dalla CCTV, in seguito alla presunta auto-immolazione:

  • Si nota un microfono davanti ad uno dei presunti praticanti.
  • In ospedale, una ragazza “auto-immolata” parlava e cantava senza problemi, anche se si era affermato che avesse subito una tracheotomia.
  • Un altro dei “praticanti” è seduto incrociando le gambe in modo diverso da come si insegna nella meditazione del Falun Gong. Infatti è più simile a come le incrociano i militari.
  • Le mani sono congiunte con i pollici sovrapposti, cosa che un vero praticante del Falun Gong non farebbe mai, neanche un principiante.
Piazza Tiananmen - Bufala dell'auto-immolazione: fotogramma delle telecamere di sorveglianza che mostra un individuo seduto a gambe incrociate, dopo che si è dato fuoco.
23-01-2001 – Piazza Tienanmen: le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano che l’individuo che si sarebbe dato fuoco è seduto con le gambe incrociate nel modo dei militari

Inoltre, un documento della TV di Stato (CCTV) ammette che parte dell’auto-immolazione fu inscenata.

Infine, la ONG “International Education and Development Agency at the United Nations”, presso le Nazioni Unite a Ginevra, ha affermato che la cosiddetta auto-immolazione fu una messa in scena del governo cinese allo scopo di diffamare il Falun Gong.

Documentario: “False Fire”

Ti consiglio di guardare un documentario, che si chiama “False Fire”, e che analizza punto per punto le incongruenze della tesi dell'”auto-immolazione”, dimostrando la sua infondatezza:

Bufala dell'auto-immolazione: fotogramma delle registrazioni delle telecamere di sorveglianza di Piazza Tiananamen, che riprendono cinque individui che si danno fuoco.
23-01-2001 – Piazza Tiananmen: fotogramma delle telecamere di sorveglianza

=> Guarda il documentario False Fire <=

Persecuzione del Falun Gong: gli arresti e le torture

In seguito alla persecuzione, molti praticanti hanno perso il lavoro, hanno subito multe saltissime e ingiustificate e sono stati arrestati e torturati, spesso perdendo la vita.

Le torture del PCC: il praticante del Falun Gong viene legato a un asse di legno con la testa piegata verso le gambe.
La Panca della Tigre (Fonte: Minghui.org)
Le torture del PCC: Bambù affilati vengono usati per ferire le mani dei praticanti del Falun Gong; spesso vengono infilati sotto le unghie per torturare la vittima.
Conficcare chiodi (Fonte: Minghui.org)
Le torture del PCC: il praticante del Falun Gong viene sottoposto ad alimentazione forzata dai malvagi poliziotti del regime cinese, infilando un tubo dal naso.
Alimentazione forzata (Fonte: Minghui.org)

Persecuzione del Falun Gong: la testimonianza della praticante Jennifer Zeng

La praticante del Falun Gong Jennifer Zeng al Central Park, New York
06-11-2020: Jennifer Zeng al Central Park, New York – foto di Zhang Binggan (Vítosávio Zhang), per gentile concessione di Jennifer Zeng

Jennifer Zeng è una ricercatrice e praticante del Falun Gong che, il 23 maggio 2000, dopo essere stata già arrestata tre volte, è stata condannata senza processo e deportata nel Campo di Lavoro di Xin’an, il quale, secondo il suo racconto, mirava a costringere i praticanti a rinunciare alla propria fede (la cosiddetta “trasformazione”).

I detenuti, per ottenere la libertà, dovevano firmare le “Tre Dichiarazioni”, dei documenti dove si pentivano di aver praticato il Falun Gong, promettevano di interrompere ogni legame con esso e giuravano fedeltà assoluta allo Stato.

Poi venivano costretti a insultare il proprio Maestro (il Sig. Li  Hongzhi) o ad aiutare le guardie a “trasformare” (convertire) altri compagni di cella, dando prova del loro pentimento.

Secondo Jennifer, il senso di colpa che derivava da tutto ciò era così doloroso da essere peggiore della morte fisica.

Tra le torture usate nel campo di lavoro, Jennifer descrive la privazione del sonno, che poteva durare anche settimane, causando spesso allucinazioni.

Un’altra tortura inflitta era l’essere costretti a rimanere accovacciati o immobili sotto il sole per ore o l’obbligo di sedersi su piccoli sgabelli per 15-20 ore consecutive, causando piaghe ed infezioni.

Inoltre, Jennifer racconta che, quando si rifiutavano di collaborare, i praticanti, compresa lei, subivano scosse elettriche in parti sensibili del corpo.

Oltre a essere sottoposti alle torture, i detenuti passavano notti intere a confezionare giocattoli di peluche (come i famosi “topolini”, destinati al mercato occidentale) o sferruzzare maglioni.

Anche se erano malati o avevano le mani insanguinate, erano costretti agli stessi ritmi di lavoro massacranti ed il materiale di produzione era spesso vicino ai servizi igienici.

Jennifer racconta anche che, un giorno, lei e gli altri praticanti del Falun Gong furono portati in una clinica per essere sottoposti ad esami del sangue, radiografie ed ecografie, il che la insospettì, perché nessuno aveva mai prestato attenzione alle loro condizioni di salute.

In seguito, anni dopo il suo rilascio, capì che quegli esami servivano alla mappatura per la compatibilità, creando un database di donatori viventi, che sarebbero potenzialmente diventati vittime del prelievo forzato d’organi (che verrà trattato più avanti in questo articolo).

Per poter tornare da sua figlia, Jennifer firmò le dichiarazioni di rinuncia e pentimento, ma questo le lasciò una ferita profonda che, in seguito, cercò di guarire parlando pubblicamente della sua storia e rilasciando interviste e testimonianze.

Ha anche pubblicato un’autobiografia dal titolo Witnessing History ed è stata una delle protagoniste del pluripremiato documentario Free China: The Courage to Believe.

Oggi, dopo una parentesi durata molti anni in Australia, dove ottenne lo status di rifugiata in seguito alla sua fuga dalla Cina, vive negli Stati Uniti, dove è impegnata come attivista e reporter (il suo blog è Jennifer’s World).

Questa è la sua testimonianza (fino a 1:15:25) davanti alla corte del China Tribunal (di cui parleremo più avanti):

China Tribunal_ Sunday 7th April, 2019 Sitting Three

Scarica la:

=> Testimonianza di presentazione di Jennifer Zeng al China Tribunal <=

Guarda il pluripremiato documentario Free China: The Courage to Believe:

Free China - The Courage to Believe Full Movie with Newsclip and Trailer

Prelievo forzato d’organi: “Una nuova forma di malvagità su questo pianeta”

Il crimine più abominevole perpetrato nei confronti dei praticanti del Falun Gong è sicuramente il prelievo forzato d’organi.

In Cina si registrano ogni anno moltissimi trapianti ma, per ragioni culturali, i donatori cinesi sono pochissimi.

Prelievo forzato d’organi: tempi di attesa troppo brevi

Grafico che mostra il tempo medio di attesa (in giorni) per un trapianto di rene: Canada: 2555 - Stati Uniti: 1825 - Regno Unito: 1095 - Cina: 15
Il grafico mostra come, in Cina, il tempo di attesa per un rene sia 15 giorni, contro i 2555 del Canada – Fonte: dafoh.org

I tempi di attesa per trovare un organo sono brevissimi; spesso bastano poche settimane per un rene, un fegato o un cuore.

Ma, allora, come mai con così pochi donatori si contano così tanti trapianti e ci sono tempi di attesa così brevi?

La risposta è facile: la maggior parte degli organi vengono dall’uccisione di prigionieri di coscienza, come praticanti del Falun Gong, tibetani, uiguri e cristiani.

Prelievo forzato d’organi: cosa succede negli ospedali cinesi

Le vittime detenute nelle prigioni vengono sottoposte con regolarità a esami del sangue e scansione degli organi. Quando risulta la compatibilità di un organo con quello di un paziente da sottoporre a trapianto, vengono portate in ospedali militari e statali.

Lì, tramite intervento chirurgico – spesso senza anestesia – vengono prelevati gli organi da utilizzare nei trapianti e le vittime muoiono tra atroci sofferenze. I corpi vengono poi cremati per cancellare le prove.

Prelievo forzato d’organi: le investigazioni di Kilgour e Matas

David Kilgour, David Matas ed Ethan Gutmann, autori di "Bloody Harvest/The Slaughter: An Update"
David Kilgour, David Matas ed Ethan Gutmann (per gentile concessione di ETAC)

Introduzione

Nel 2006, l’ex segretario di Stato canadese David Kilgour e l’avvocato per i diritti umani David Matas hanno iniziato a indagare sulla possibilità che il governo cinese usi i praticanti del Falun Gong ancora in vita come fonti d’organi per i trapianti, prelevandoli contro la loro volontà.

Dopo aver ascoltato le testimonianze e raccolto prove, hanno concluso che le accuse mosse al regime cinese sono fondate e che il regime cinese, in particolare gli ospedali, ma anche i centri di detenzione, sin dal 1999, hanno ucciso innumerevoli praticanti del Falun Gong imprigionati.

Gli organi che sono stati loro asportati, compresi cuore, reni, fegato e cornee, sono stati venduti ad alto prezzo a pazienti fuori dalla Cina, che nei loro paesi, spesso, attendono molto tempo prima che sia disponibile una donazione volontaria.

Secondo i ricercatori, tra il 2000 ed il 2005, in Cina, furono effettuati circa 41.500 trapianti. L’origine degli organi era sconosciuta e non poteva essere spiegata con la tesi che li attribuiva ai prigionieri giustiziati, il cui numero era molto inferiore. Kilgour e Matas hanno concluso che gli organi provenivano in gran parte da praticanti del Falun Gong.

I tempi di attesa brevissimi, che suggerivano l’esistenza di una “banca di donatori vivi”, le telefonate sotto copertura e gli esami medici selettivi (i praticanti del Falun Gong venivano sottoposti a esami del sangue e scansioni per verificare la compatibilità degli organi, mentre gli altri detenuti comuni non venivano esaminati), hanno confermato tutti i sospetti sul crimine commesso e incentivato dallo Stato cinese.

La trascrizione di una conversazione scioccante

Questa è una delle conversazioni della signora M. (una collaboratrice di lingua cinese degli investigatori) con uno dei tanti medici che hanno ammesso che il proprio ospedale usa organi di praticanti del Falun Gong per i trapianti:

22 maggio 2006: Ospedale Minzu della città di Nanning nella regione autonoma del Guangxi

M: “Potete trovare organi di praticanti del Falun Gong?”

Dr. Lu: “Lasci che glielo dica, non abbiamo alcun modo per procurarceli, in questo momento è difficile averne nel Guangxi. Se non può aspettare le suggerisco di andare a Guangzhou, perché per loro è molto facile procurarsi gli organi. Hanno la possibilità di cercarli in tutto il Paese. Mentre fanno un trapianto di fegato, possono allo stesso tempo procurarvi anche un rene, per loro è molto facile. Molti posti, quando sono a corto di donatori, vanno da loro per un aiuto…”

M: “Perché è così facile per loro procurarseli?”

Lu: “Perché sono un’istituzione importante. Sono in contatto con il sistema (giudiziario) a nome dell’intera università.”

M: “Allora usano organi di praticanti del Falun Gong?”

Lu: “Esatto… “

M: “… Quelli che usavate in passato (gli organi dei praticanti del Falun Gong) erano di persone che si trovavano in centri di detenzione o in prigione?”

Lu: “In prigione.”

M: “…ed erano praticanti del Falun Gong in salute?…”

Lu: “Esatto. Sceglievamo quelli buoni, perché noi assicuriamo la qualità dei nostri interventi.”

M: “Questo significa che sceglievate personalmente gli organi.”

Lu: “Esatto…”

M: “Generalmente, quanti anni avevano i donatori?”

Lu: “Normalmente una trentina.”

M: “Allora andavate nelle prigioni personalmente?”

Lu: “Esattamente. Dovevamo selezionarli.”

M: “E se la persona che sceglievate non si prestava a farsi fare gli esami del sangue?”

Lu: “Le assicuro che ce li faceva fare.”

M: “Come?”

Lu: “Trovavano sicuramente un modo. Di che cosa si preoccupa? Queste non sono cose che la devono preoccupare. Hanno le loro procedure.”

M: “La persona sapeva che le avreste estratto gli organi?”

Lu: “No, non lo sapeva.”

Conclusioni

Nel rapporto aggiornato pubblicato nel 2016 insieme al giornalista investigativo Ethan Gutmann, Kilgour e Matas descrivono il prelievo forzato d’organi come un’industria di Stato e non un’attività clandestina. Il Partito Comunista Cinese fornisce le vittime e gli ospedali militari e statali le trasformano in profitti miliardari, alimentando un vero e proprio “genocidio freddo”.

Scarica il rapporto di Kilgour e Matas:

=> Bloody Harvest <=

Scarica il rapporto aggiornato del 2016 di Kilgour, Matas e Gutmann:

=> Bloody Harvest/The Slaughter: An Update <=

Prelievo forzato d’organi: il documentario “Genocidio Medico”

Per approfondire questo crimine orrendo, ti consiglio di guardare questo video:

Genocidio medico: gli invisibili omicidi di massa nel settore dei trapianti in Cina

Prelievo forzato d’organi: il documentario “Hard To Believe”

Puoi anche guardare il pluripremiato documentario “Hard To Believe: Difficile Da Credere”:

Difficile da credere - Documentario completo (Hard To Believe - Italian Subtitles)

Le informazioni contenute in esso sono state usate come prova dal tribunale londinese indipendente China Tribunal. Nel 2019, il tribunale ha emesso una sentenza che conferma le accuse al regime cinese di prelevare organi da prigionieri di coscienza, la maggior parte dei quali praticanti del Falun Gong.

Prelievo forzato d’organi: la sentenza del China Tribunal

Il 17 giugno 2019, il tribunale londinese China Tribunal, presieduto da Sir Geoffrey Nice KC, ex procuratore capo al processo di Milôsević , ha emesso questa sentenza definitiva:

  • “I membri del Tribunale sono certi, unanimamente e oltre ogni ragionevole dubbio, che in Cina il prelievo forzato d’organi da prigionieri di coscienza sia stato praticato per un periodo di tempo considerevole coinvolgendo un numero molto elevato di vittime.”
  • “In Cina, il prelievo forzato di organi è stato commesso per anni su larga scala e i praticanti del Falun Gong sono stati una, e probabilmente la principale, fonte di approvigionamento di organi.”
  • “La commissione di crimini contro l’umanità nei confronti del Falun Gong e gli uiguri è stata provata oltre ogni ragionevole dubbio.”

Questo è il video del passaggio della conclusione di Sir Jeoffrey Nice dove afferma che il regime cinese ha commesso crimini contro l’umanità nei confronti del Falun Gong:

China Tribunal - Conclusions on Criminality: Crimes against Humanity

Se vuoi saperne di più:

Visita il sito del China Tribunal

oppure scarica la

=> Sentenza sintetica del China Tribunal <=

=> Sentenza riassuntiva del China Tribunal <=

Se vuoi leggere tutto, scarica la

=> Sentenza completa 2020 del China Tribunal <=

In seguito alla presa di coscienza della malvagità del PCC, più di 450 milioni di cinesi si sono dimessi dal Partito o dalle sue organizzazioni affiliate.

Risoluzione del Parlamento Europeo 2024

L’arresto di Ding Yuande e Ma Ruimei

Il 12 maggio 2023, Ding Yuande e sua moglie Ma Ruimei sono stati arrestati senza un mandato nella loro piantagione di tè, in una retata. Insieme a loro sono stati arrestati altri circa 70 praticanti del Falun Gong.

Il 24 maggio, Ruimei è stata rilasciata su cauzione ed è sotto stretta sorveglianza da parte delle autorità nella sua città natale, nella provincia dello Shandong.

Nel dicembre 2023, il marito Yuande è stato condannato a 3 anni di prigione e ad una multa di 15.000 yuan (circa 2000 euro). Dopo la condanna, per la quale ha fatto appello, è stato vittima di lavaggio del cervello e isolamento. Come tutti i praticanti detenuti, è a rischio di tortura, lavori forzati e prelievo forzato d’organi.

Il figlio, Ding Lebin, attivista per i diritti umani e ricercatore freelance residente in Germania, ha avviato una campagna internazionale per liberare i suoi genitori. A causa di ciò ha subito intimidazioni e molestie da parte del regime cinese.

La Risoluzione UE 2024

Il 18 gennaio 2024, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che esorta la Repubblica Popolare Cinese (RPC) a porre immediatamente fine alla persecuzione dei praticanti del Falun Gong e altre minoranze, come uiguri e tibetani.

Chiede inoltre il rilascio immediato e incondizionato di Ding Yuande e di tutti i praticanti del Falun Gong in Cina e invita l’UE ed i suoi stati membri a sostenere e facilitare un’indagine internazionale sulla persecuzione.

Li invita anche a condannare pubblicamente gli abusi relativi ai trapianti d’organi in Cina ed a sanzionare tutti i responsabili e le entità che hanno contribuito alla persecuzione dei praticanti del Falun Gong in Cina e all’estero.

Le misure dovrebbero includere il rifiuto del visto, il congelamento dei beni, l’espulsione dai territori dell’UE, il perseguimento dei reati e azioni penali a livello internazionale.

=> Scarica la Risoluzione UE 2024 sulla persecuzione del Falun Gong <=

Falun Gong Protection Act: l’azione degli Stati Uniti

Il 5 maggio 2025 la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato il Falun Gong Protection Act (Legge sulla persecuzione del Falun Gong), un disegno di legge che ha come obiettivo:

  • Evitare qualsiasi cooperazione con la Repubblica Popolare Cinese (RPC) nel campo dei trapianti d’organi finché il Partito Comunista Cinese (PCC) resterà al potere;
  • Adottare misure appropriate, compreso l’uso di  sanzioni, per costringere il PCC a porre fine al prelievo forzato d’organi promosso dallo Stato;
  • Lavorare con alleati, partner e istituzioni multilaterali per mettere in luce la persecuzione del Falun Gong da parte della Cina;
  • Coordinarsi strettamente con la comunità internazionale per l’applicazione di sanzioni mirate e restrizioni sui visti.

Inoltre,  il Presidente dovrà imporre il blocco dei beni e il rifiuto o la revoca del visto nei confronti di ogni persona straniera che abbia consapevolmente e direttamente partecipato o facilitato il prelievo forzato d’organi all’interno della RPC.

=> Consulta il testo integrale del H.R.1540 – Falun Gong Protection Act <=

Il sostegno di Amnesty International

Amnesty International è stata una delle prime organizzazioni mondiali dei diritti umani a occuparsi della persecuzione del Falun Gong da parte del regime cinese.

I suoi numerosi rapporti, appelli urgenti e conferenze stampa hanno documentato arresti di massa, torture sistematiche e morti in custodia.

Secondo Amnesty, tutto ciò avviene semplicemente a causa della volontà dei praticanti di esercitare il proprio credo, di riunirsi ed esprimersi liberamente.

L’organizzazione ritiene che la repressione, oltre che violare le leggi internazionali, è sostenuta da un apparato statale che agisce al di fuori del sistema legale convenzionale per forzare i cittadini a rinunciare alla loro fede.

“I praticanti del Falun Gong continuano ad essere soggetti a persecuzione, detenzioni arbitrarie, processi ingiusti, torture e altri maltrattamenti.”

(Report Annuale 2017-2018)

Amnesty sostiene che i praticanti che sono accusati di essere leader o organizzatori del Falun Gong vengono incarcerati. Altri sono stati internati in ospedali psichiatrici, ma la stragrande maggioranza è stata detenuta senza processo nei campi di Rieducazione Tramite il Lavoro (campi di lavoro forzato).

Leggi i Rapporti di Amnesty International sul Falun Gong:

=> China: Reports of torture and ill-treatment of followers of Falun Gong <=

=> China: The crackdown on Falun Gong and other so-called “heretical organizations” <=

Tra i casi urgenti segnalati dall’organizzazione umanitaria, c’è stato quello del praticante del Falun Gong Bu Dongwei, che ha passato oltre due anni in un campo di Rieducazione Tramite il Lavoro fino al suo rilascio avvenuto nel luglio 2008, grazie alle campagne di Amnesty International ed i suoi sostenitori.

Leggi la testimonianza di Bu Dongwei sulla sua detenzione nel campo di lavoro:

=> My life inside a Chinese labor camp <=

La voce di Human Rights Watch

Secondo Human Rights Watch, la campagna contro il Falun Gong è stata caratterizzata da una violazione sistematica dei diritti umani fondamentali.

Il governo cinese ha risposto a quella che percepiva come una sfida ideologica con una forza sproporzionata, cercando di sradicare il movimento attraverso la coercizione e la violenza.

Le autorità hanno manipolato il sistema legale per scopi politici. Sono state introdotte nuove leggi e regolamenti con effetto retroattivo per giustificare la detenzione di migliaia di persone e per etichettare come “illegali” pratiche che fino a poco prima erano tollerate o addirittura incoraggiate.

Un elemento centrale della campagna è la “trasformazione” forzata dei praticanti. Attraverso l’uso di centri di detenzione extragiudiziali, il governo mira a costringere gli individui a rinunciare alle proprie convinzioni, spesso utilizzando torture fisiche e psicologiche per ottenere “confessioni” e rinunce scritte.

Il caso di Zhang Kunlun

Human Rights Watch ha presentato un caso emblematico di persecuzione, quello di Zhang Kunlun, un artista, scultore e professore con doppio passaporto, cinese e canadese, che è stato detenuto quattro volte tra giugno 2000 e gennaio 2001.

Nel 1996, a causa di un’emergenza familiare, Zhang lasciò il Canada per tornare in Cina e lì continuò a praticare il Falun Gong sia in casa che nei parchi.

Il primo arresto

Nel giugno 2000, Zhang fu arrestato per aver distribuito dei volantini e descrisse così il suo trattamento alla stazione di polizia:

 “I poliziotti mi stavano aspettando. Mi hanno sbattuto a terra e costretto ad ascoltare un discorso del capo della stazione che definiva il Falun Gong una ‘setta malvagia’. Mi dissero: ‘Se muori, ti seppelliremo e diremo a tutti che ti sei suicidato per paura delle accuse penali’. Mi hanno colpito con manganelli elettrici, minacciando di mettermeli in bocca se avessi urlato. Le ferite causate dai calci alle gambe hanno richiesto tre mesi per guarire.”

La detenzione nel campo di lavoro di Jilan

Il 13 novembre, Zhang fu portato nel campo di lavoro di Jilan, dove subì un’estrema pressione psicologica e violenze. Queste erano volte, insieme alla persuasione, a costringerlo a firmare una rinuncia formale alla propria fede.

Prima di entrare nel campo di Jilan, fu visitato da un medico. Dopo aver appreso che Zhang continuava a praticare il Falun Gong, gli disse:

“Se non smetti di praticare, probabilmente lascerai il tuo corpo qui”

Nel campo di lavoro, fu sottoposto anche a sedute giornaliere di lavaggio del cervello, che descrisse così:

 “Non svolgevamo alcun lavoro poiché la struttura non aveva contratti di produzione attivi in quel periodo. Per gran parte del tempo eravamo occupati nella visione obbligatoria di programmi televisivi che denigravano il Falun Gong o ad ascoltare delle lezioni diffamatorie sulla pratica ed il Sig. Li Hongzhi (il suo fondatore). Ogni venerdì, dovevamo scrivere un resoconto di ciò che avevamo imparato.”

Il rilascio dopo l’intervento del Canada

Il 10 gennaio 2001, dopo essere stato trasferito in un altro campo di lavoro, Zhang fu poi rilasciato, grazie alle pressioni diplomatiche del Canada. Prima di ciò le autorità cinesi ne approfittarono per farlo recitare in una intervista-farsa dove fu costretto a lodare i suoi carcerieri e a pentirsi davanti alle telecamere.

Dopo essere tornato in Canada, ritrattò ogni singola parola estorta sotto coercizione, contattando Human Rights Watch e rilasciando delle lunghe interviste telefoniche dove raccontò la sua storia.

Leggi il rapporto di Human Rights Watch

=> Zhang Kunlun: un caso emblematico <=

Raccomandazioni di Human Rights Watch al governo cinese

Human Rights Watch raccomanda al governo cinese di:

  • Rilasciare immediatamente tutti i praticanti del Falun e consentire la ripresa della pratica del Falun Gong, sia in pubblico che in privato.
  • Abolire il sistema della “Rieducazione attraverso il lavoro”, per garantire a chiunque sia stato privato della libertà il diritto a un’udienza in tribunale ed a un giusto processo.
  • Abolire i regolamenti che richiedono un permesso prima che un sospettato in custodia possa vedere un avvocato.
  • Rivedere la “Legge della RPC su assemblee, cortei e manifestazioni” per eliminare le clausole che consentono un vaglio dei richiedenti motivato politicamente.
  • Rivedere i regolamenti che censurano i media e Internet e che interferiscono con la libertà di cercare, ricevere e diffondere informazioni in conformità con gli standard internazionali sui diritti umani

E altro, che potete leggere in questo rapporto di Human Rights Watch:

=> Meditazione Pericolosa: La campagna della Cina contro il Falun Gong <=

I provvedimenti del governo italiano

Risoluzione 2014 della Commissione per i Diritti Umani del Senato

Nel marzo 2014, i membri della Commissione Italiana per i Diritti Umani del Senato hanno adottato all’unanimità una risoluzione che chiede l’immediato rilascio dei praticanti del Falun Gong e altri prigionieri di coscienza in Cina, sollecitando gli ospedali italiani a riconsiderare le collaborazioni con la Cina in materia di trapianti d’organo.

Legge 11 dicembre 2016 n. 236

Nel dicembre 2016, il Senato italiano ha approvato un disegno di legge che introduce nel codice penale il reato di traffico di organi prelevati da persona vivente.

L’Articolo 601-bis prevede:

  • La reclusione da 3 a 12 anni e una multa da 50.000 a 300.000 € per chiunque commercia, vende, acquista o comunque procura illecitamente organi prelevati da persona vivente.
  • La reclusione da 3 a 8 anni e una multa da 50.000 a 300.000 € per chiunque svolga opera di mediazione nella donazione di organi da vivente al fine di trarne un vantaggio economico.
  • Se questi reati sono commessi da chi esercita una professione sanitaria, alla condanna consegue l’interdizione perpetua dall’esercizio della professione.
  • La reclusione da 3 a 7 anni e una multa da 50.000 a 300.000 € per chi organizza o pubblicizza viaggi finalizzati al prelievo di organi da viventi (turismo dei trapianti).

=> Consulta l’Art. 601-bis del codice penale sul traffico d’organi <=

Conclusioni

Se vuoi saperne di più, ti prego di guardare questo breve video, che dura solo 10 minuti, e che riassume i fatti principali della persecuzione del Falun Gong in Cina, compreso il prelievo forzato d’organi:

La Persecuzione del Falun Gong (Italian)

Per approfondire ulteriormente, puoi visitare il sito italiano del Falun Dafa Information Center. Troverai tutte le informazioni sul Falun Gong e sulla persecuzione in Cina, con un’ampia documentazione.

Se, invece, vuoi comprendere i motivi che hanno spinto il regime cinese a perseguitare il Falun Gong e la natura malvagia del PCC, puoi scaricare i Nove Commentari sul Partito Comunista Cinese. È un libro che ha scosso l’intera Cina e che sta contribuendo a portare al collasso la dittatura comunista.

Se vuoi leggere i libri del Sig. Li Hongzhi, il fondatore della disciplina – che sono disponibili gratuitamente in pdf – puoi andare sul sito italiano del Falun Gong.

Fonti


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